26.01.07

la risposta giusta

Finalmente sono andato a studiare in una biblioteca finlandese. L'esperienza di vivere in un'altra nazione ti fa vedere il mondo in un modo completamente diverso. Ed è facile scoprire che gli elementi biblioteca - leggere un libro in lingua italiana - le persone intorno che parlano italiano nella mia mente sono tutti uno vicino all'altro nello stesso cassetto. Oggi mentre leggevo un libro di Gianni Rodari ho sorriso realizzando che due ragazze vicino a me parlavano finlandese: nella mia mente era scattato un segnale di allarme. Questi allarmi suonano spesso e mi aiutano a realizzare quante cose diamo per scontate e quanti automatismi governano la nostra vita. E mi ritrovo spesso a pensare al concetto di libertà.

Ad ogni modo non era di questo che volevo parlare. Volevo dire per prima cosa che leggendo la biografia di Italo Calvino ho scoperto che nel 1952 ha commentato le Olimpiadi che guarda il caso si sono svolte ad Helsinki.
Ma soprattutto volevo dire che il libro di Gianni Rodari divorato in un paio d'ore, Grammatica della Fantasia, è proprio un bel libro. Una frase mi ha colpito particolarmente:

"Nella vita molte volte, per trovare la risposta giusta, bisogna saper sfuggire alle false alternative"

05.09.06

Il Grande Freddo

+10°C Gli abitanti di appartamenti di Helsinki spengono il riscaldamento. I lapponi piantano fiori.

+5°C I lapponi prendono la tintarella (sempre che il sole sia ancora sopra l'orizzonte)

+2°C Le auto italiane non partono più

0°C: Punto di congelamento dell'acqua distillata.

-1°C Si può vedere il respiro. E' il caso di preparare una vacanza al sud. I lapponi mangiano un gelato e bevono una birra ghiacciata.

-4°C Il gatto vuole venire nel tuo letto.

-10°C E' il caso di preparare una vacanza in Africa. I lapponi si fanno una nuotata

-12°C Temperatura minima perché possa nevicare.

-15°C Le auto americane non partono più.

-18°C Gli abitanti di appartamenti di Helsinki accendono il riscaldamento.

-20°C Si può ascoltare il respiro.

-22°C Le auto francesi non partono più.

-23°C I politici cominciano a pensare ai senzatetto

-24°C Le auto tedesche non partono più.

-26°C Con il respiro puoi prenderci materiale per fare un igloo

-29°C Il gatto vuole entrare nel tuo pigiama.

-30°C Nessun auto parte più. Il lappone sputa per terra, da' un calcio ad una ruota e fa partire la sua Lada

-31°C Troppo freddo per baciarsi. Le labbra si fonderebbero insieme. Le squadre di calcio lapponi cominciano ad allenarsi per la primavera.

-39°C Le leghe d'argento si solidificano. Troppo freddo per pensare. I lapponi chiudono l'ultimo bottone della camicia

-40°C L'auto vuole venire nel tuo letto. I lapponi si mettono un pullover.

-44°C Ad Helsinki si cominciano a chiudere le finestre del bagno.

-50°C Le foche abbandonano la Groenlandia. I lapponi mettono i guanti e bevono un goccio di Vodka

-70°C Gli orsi polari abbandonano il polo nord. I lapponi mettono il cappello e bevono un goccio di Vodka.

-120°C L'alcool solidifica. I lapponi si arrabbiano.

-270°C L'elio si liquefa...

-273,15°C Zero Assoluto. Nessun movimento delle particelle elementari. I lapponi ammettono "Eh si. In effetti fa freddo. Passami un pò di quella Vodka congelata da ciucciare".

22.07.06

Polvere

Che bello prendere le cose vecchie e piene di polvere e andarle a rileggere. Leggere il mio vecchio blog con cose scritte nel 2001, 2002...mi ha fatto proprio questo bell'effetto: polvere. Polvere Magica. Credo proprio che riporterò tutto anche su questo blog!

21.07.06

Paradiso Helsinki

Un po' di rassegna stampa sulla finlandia ;)

=============================================
Se un finlandese in Italia chiedesse: "C'è per caso qualcosa che non funziona nel vostro paese?", in tre minuti avrebbe di che scrivere un libro. Ma a chiunque tu rivolga la stessa domanda a Helsinki, taxisti e filosofi, banchieri e studenti, tutto ciò che riesci a racimolare è: "Il tempo. Meno 13 gradi d'inverno. Tre ore di luce da novembre a gennaio. Altro? Ah, è una domanda difficile...". Ora, i casi sono due: o ai finnici manca il gene della lagnanza e della recriminazione, o Tommaso Moro non ha nulla da insegnar loro, visto che già vivono, senza chiasso e quasi senza accorgersene, nel paese di Utopia. Il fatto è che un po' sono vere tutte e due le cose, per precise ragioni storiche e culturali. Con qualche non marginale rovescio della medaglia, di cui diremo. Visto che, dal 1 luglio, la Finlandia ha assunto per sei mesi la presidenza dell'Unione europea, vedremo se e quanto il modello finlandese riuscirà a far scuola al resto del continente.

Si dia un'occhiata al riquadro nella pagina accanto e si vedrà che il paese è al top delle classifiche in tutto ciò che conta: competitività, brevetti, investimenti in ricerca e sviluppo, tasso di natalità, aspettativa di vita, scolarizzazione universitaria, verde per abitante, riciclaggio dei rifiuti, efficienza degli ospedali, sicurezza sociale, sovvenzioni a mamme e disoccupati. Anche nei suicidi, però: in compagnia di estoni e ungheresi e senza neppure una cultura rituale del togliersi la vita come in Giappone. Arto Paasillinna, caustico scrittore dallo humour nero, ha messo insieme in 'Piccoli suicidi tra amici', tradotto in Italia da Iperborea, una strampalata carovana di aspiranti all'autosoppressione (15 mila l'anno, per 1.500 che ci riescono) alla ricerca di un posto per farlo. Quando è uscito il libro ha dovuto staccare il telefono, "perché non la smettevano più di chiamarmi, per ringraziarmi di aver loro salvato la vita o perché pendevano dalle mie labbra neanche fossi medico o psichiatra". Ed è quanto meno curioso che Aki Kaurismäki, il più famoso regista di questo che è il migliore dei mondi possibili, racconti nel suo 'Light in the dusk', presentato a giugno a Cannes e ultimo di una 'trilogia dei perdenti', la storia di un guardiano notturno schiacciato da una società indifferente che frustra le sue piccole aspirazioni.

Indifferente la società finlandese? Dipende dai parametri da cui si parte. Prendiamo gli studenti universitari. "Lo Stato ci dà 400 euro al mese, incluso il sussidio per l'affitto, indipendentemente dalle nostre condizioni economiche", racconta Sara Karkhunen, che studia Arte e arrotonda facendo la guida alla casa-museo del padre del design finlandese, Alvar Aalto: "Ma da tempo il salario non viene adeguato, e il nostro sindacato sta per dar battaglia". Generazione viziata e coccolata, per questo perde interesse alla vita? Sbagliato. È vero che ti pagano per studiare, ma gli atenei sono a numero chiuso, la selezione meritocratica è rigorosissima, se sei uno zuccone non c'è padre ricco e potente che riesca a farti iscrivere.

La società finlandese, alla minuta osservazione del quotidiano, sembra un ossimoro vivente, un po' come il sole nero degli alchimisti. Solo che sta insieme. Senza lacerazioni evidenti. Senza che nulla configuri la prossima esplosione di una pentola compressa. Con un senso della continuità e una sostanziale condivisione dei valori a noi ignota. Con qualche pezzo che si perde per strada, è vero, ma alla fine che saranno mai 1.500 suicidi su 5 milioni di abitanti? È vero che il primo effetto dell'ingresso nella Ue è stato l'abbattimento nel 2004 delle folli tasse sui superalcolici, cosa che ha provocato un balzo del 10 per cento nei consumi e un parallelo aumento di violenze coniugali, morti per cirrosi epatica, omicidi. Ma a Helsinki giri per strada nel Design district dei bar per giovani o sulla lussuosa storica Esplanadi che scende al porto, e persino gli ubriachi sono compìti, educati, discreti. Alle due di notte le ragazze tornano, da sole o in gruppo, passando negli ampi parchi senza che nessuno le molesti, dopo aver pagato anche una sola bibita con la carta di credito, che qui accettano ovunque. Gli unici clacson che senti sono quelli dei pochi italiani in festa la notte del 9 per la vittoria ai Mondiali. Il traffico non sanno cos'è, non solo ora chi qui è il mese delle vacanze, visto che a metà agosto ricominciano le scuole, ma neppure nel resto dell'anno. L'immigrazione è bassissima, giusto ora un po' dalla dirimpettaia Estonia, ma poi il venerdì tornano a Tallin dove la vita costa meno. Un ex ministro gira in rollerblade, e mezza popolazione in bicicletta, sulle onnipresenti porzioni di marciapiede con il disegnino delle due ruote accanto a quello con l'uomo e il pupo per i pedoni. Da cent'anni esatti, quando la Finlandia era ancora un Granducato della Russia zarista, ma semi-autonomo con proprie moneta e polizia, le donne hanno diritto al voto e (primo paese al mondo) a essere elette: ora sono 74 su 200 deputati. Le chiese, in massima parte luterane, servono più per i concerti che per la preghiera. La minoranza di lingua svedese conta appena il 6 per cento della popolazione, ma ogni nome di via o città è bilingue, lascito della dominazione svedese fino al 1809. E persino nell'immaginario collettivo internazionale lo 'spirito di Helsinki' rimanda al clima di distensione inaugurato nella Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione che qui ebbe luogo nel 1975.

Quale sia il collante di questa società e che cosa l'abbia formato ce lo spiega Björn Wahlroos, presidente di Sampo, terza compagnia finnica, ma primo gruppo bancario-assicurativo della Scandinavia. "Siamo un piccolo popolo con estese foreste, e potevamo fare bene giusto un paio di cose: la carta e i mobili. Dunque abbiamo sempre dovuto esportare: nessuno meglio di noi capisce l'importanza della globalizzazione, di un mondo e di mercati aperti". E infatti niente no global o quasi, e pochi anche i no nuclear: centrali atomiche ne hanno già quattro, a Olkiluoto stanno costruendo la quinta su standard Epr (reattore ad acqua, di terza generazione, il più grande e moderno al mondo, che piace anche al possibilista Prodi) e già progettano, senza vere opposizioni, la sesta. Con l'apertura all'esterno, gli altri due ingredienti sono stati, nell'analisi di Wahlroos, l'estrema attenzione all'educazione e alla formazione (all'origine del miracolo anni Sessanta insieme al design) e la deregulation finanziaria degli ultimi 15 anni (che ha prodotto capitali per gli investimenti ed è alla base dell'exploit di Nokia, colosso mondiale delle telecomunicazioni).

Hanno fatto di necessità virtù: lo spiega Karl Grotenfelt, presidente della trade company Famigro, ex presidente di Upm Kimmene (primo produttore di carta del paese), di Elo (Organizzazione europea dei proprietari terrieri) nonché del Corpo della nobiltà finlandese: "Dopo l'indipendenza, nel 1917, le piccole compagnie della carta e cellulosa dovettero associarsi per esportare: formarono un cartello e conquistarono il mercato europeo. Nel 1944, sconfitti dall'Urss, pagammo i danni di guerra in navi e macchinari: dopo il '53 continuammo a fornirglieli, ma venendo pagati". Wahlroos e Grotenfelt, ovvio, si lagnano delle tasse fino al 60 per cento, dello Stato troppo pesante e costoso, vorrebbero più flessibilità, tagli agli sprechi e ai salari studenteschi che, dice il banchiere, "spingono i giovani a restare comodamente all'università in media otto anni". Qualche taglio l'hanno già fatto: le pensioni le calcolano ora sullo stipendio di una vita, non più degli ultimi dieci anni. E la politica? "Oh, non cambia gran che. Prima governavano insieme destra e socialdemocratici, ora questi ultimi e i centristi del premier Matti Vanhanen. Noi finlandesi siamo pragmatici, non politici".

Per questo, a gennaio, hanno rivotato per altri sei anni alla presidenza Tarja Halonen, da giovane 'Tarja la rossa', ora capo di quella grande forza di tranquilla conservazione che è il partito socialdemocratico: la signora che l'impagabile Berlusconi vantò di aver sedotto per portare a Parma l'Agenzia alimentare. La Costituzione le attribuisce soprattutto poteri in politica estera: dove, in linea con la logica dell'ossimoro, è per continuare la politica di rigoroso non-allineamento, ma invia le truppe in tutte le missioni internazionali Nato.

Rapida innovazione stile Nokia, ma in un contesto di salda e pacata continuità: è questo che paga, nel modello finlandese. Lo vedi nel design. "I mobili, vetri, vasi e oggetti che vendiamo sono prodotti a Turku nella stessa fabbrica di 70 anni fa, quando Alvar Aalto e sua moglie Aino fondarono Artek", spiega Mirkku Kullberg, che ora ne è la direttrice. Ma costano cari. "Dunque è in parte sul prezzo più competitivo che giochiamo l'innovazione", riconosce il 36 enne Harri Koskinen, star dei giovani designer Artek, in Italia Compasso d'oro. Parlano, i giovani designer, la stessa lingua progettuale dei padri, con un guizzo di contenuta innovazione formale. That's Suomi, la Finlandia in finnico. Basta guardare le donne per strada ed entrare dove comprano: da Marimekko, il loro Chanel da quando qui si serviva Jacqueline Kennedy. I disegni più venduti nel 2006? Le larghe righe e i grandi fiori colorati del catalogo 1960.

Viva il sesso abbasso la tivvù

L'economia Scorri i dati dalla Banca Mondiale e la piccola Finlandia con i suoi 5 milioni di abitanti sta al primo posto al mondo nella graduatoria della competitività, al quarto per crescita dei nuovi brevetti, al secondo a un filo dalla Svezia per la quota di Pil investita in ricerca e sviluppo, il 3,5 per cento.

La società Quanto a servizi, inquinamento e qualità della vita Helsinki è in assoluto la più accogliente metropoli d'Europa, dove ogni cittadino ha a disposizione 134 metri quadri di verde, quanto un campo di calcio, e 98 su cento sono allacciati al teleriscaldamento, ultima indagine Legambiente su 26 metropoli europee.

La famiglia Con gli irlandesi, i finnici sono gli europei che fanno più figli, 1,80 a testa, e che in assoluto guardano meno la tv, 173 minuti al giorno, due dati, si suppone, correlati. Analfabeti, zero, neanche nel terzo di popolazione che vive in aree rurali o a ridosso del Circolo polare artico. Tutti dottori, piuttosto: sopra i 25 anni, un terzo esatto ha una laurea o titolo equivalente.

I primati A parte i 100 mila laghi e le 187 mila isolette, hanno in costruzione il più innovativo reattore nucleare e, unici in Europa, il deposito di smaltimento del combustibile nucleare esausto, in un sistema di cunicoli scavati in un giacimento di granito.

Amore di legno e di granito

Il primo seminario ai manager Nokia lo tenne 13 anni fa sulla felicità: fece amicizia con Jorma Ollila, l'uomo del miracolo Nokia, e per Esa Saarinen, 54enne dal capello lungo e camicia hawayana, fu l'inizio della sua terza vita, quella di 'corporate philosopher' o 'per manager', dopo quella di filosofo analitico d'accademia e poi di pensatore onnipresente sui media, "perché giornali e tv sono oggi ciò che per Socrate era la piazza di Atene". Il più recente seminario per il top management Nokia l'ha tenuto nella romantica Roma. Tema: l'amore, presenti anche le loro mogli, compagne, fidanzate.

Che cosa c'è in Nokia di connaturato all'animo finlandese?
"Tutto. È un miracolo interamente costruito da manager finnici. E definisce ciò che noi siamo: un popolo dall'attitudine pragmatica e con il senso dell'onestà, gente che mantiene le promesse. Niente enfasi, retorica, estetica. Niente gusto del non-sense: la vita non è teatro. Ci interessa la funzionalità, non l'ornamento".

Rigorosi ma senza passioni, i finlandesi?
"Al contrario. In superficie sono silenziosi e disinteressati, ma sottotraccia, nel profondo, hanno forti passioni. Formati nel confronto con la natura, sentono che la vita è battaglia, il domani non è sicuro, l'ipereccitazione è dannosa, devi conservare le forze, prepararti, lavorare. Come Kimi Raikkonen, il pilota di Formula Uno che piace tanto ai nostri manager. Come la nuova Chiesa luterana Temppeliaukio, del 1969: granito e legno, essenziale, minimalista, quasi sotterranea: ma il sole, quando c'è, vi entra in modo potente e diretto".

Una forte sicurezza sociale non genera disaffezione, insofferenza, calo di tensione, mancanza di obiettivi?
"La scuola frequentata dai miei due figli, gemelli diciassettenni, si chiama Ressu, che da noi è lo Snoopy dei Peanuts: dal nome pensi facciano festa tutto il giorno, invece si entra solo con la media del 9,2, i miei studiano sei lingue, e potrebbero optare anche per il giapponese o l'italiano. È una scuola d'élite, ma non è affatto un'eccezione".

Che cosa potrebbe, presto o tardi, mettere in crisi il modello finlandese?
"L'invecchiamento della popolazione, pericolosa in un sistema sociale dispendioso. Ma è una sfida, non un problema: il modello tiene, servono però altre, nuove Nokia".
=============================================
Autore: Roberto Di Caro da Helsinki
Fonte: L'espresso
Thanks to: Mario Pagliaro

11.07.06

Ganar Dinero

granar dineroIl mio fedele amico Andrea Duca mi segnala che qualcuno ha usato una nostra foto per pubblicizzare un sito davvero simpatico. La foto è questa sulla destra.

Non capisco bene come sperino di convincere la gente ad usare il loro software per vincere ingenti somme di denaro giocando ai Casinò on line con questa foto: ma avete visto che facce da dementi che abbiamo? Più che altro sembriamo due papponi telematici.

Ah dimenticavo, la foto è stata rubata da questa galleria di foto. Capodanno 2001 passato a casa mia perché avevo la febbre a 39...e questo spiega la mia faccia malandata! (39 non 29....grazie per la segnalazione cara Ulrike!)

Download it ;)
* http://www.todoalbums.net/ aveva la nostra foto come banner in home page

29.06.01

Svizzera

Sono in partenza per la svizzera speriamo bene. Concerto di jovanotti...wowow. Buon fine settimana a tutti!

Mucca Assassina

Che bello. Seratata conclusiva, Stefano mi ha invitato e sono andato. Ma che bello, vedere la gente sorridere, divertirsi, ballare, abbracciarsi senza conoscersi, e poi i baci, le carezze, e poi l'acqua, le salviette, la musica, le tre sale, e Stefano e Ivan, e i loro amici, le loro amiche, e io, e loro, e noi tutti. C'era tanta energia ma tanta..sentirsi cullati da tutta questa energia, questo pride, quasto orgoglio, questa voglia di divertirsi..voglia mai disattesa.

Subscribe Movable Type 3.2
Creative Commons License RSS